La Forma 32 di Spada dello stile Yang di Tai Chi Chuan es una forma relativamente completa y articulata, creada alrededor de 1955 por el comité de Educación Física dedicado al Tai Chi Chuan, que se ocupó de “codificar” las nuevas formas que serían luego usadas oficialmente para enseñar y difundir el Tai Chi Chuan. Como documentado por Chen Weiming, la base para esta forma está en la Forma 55, más antigua, y en otras formas de espada. En la práctica, la Forma 32 de Espada deriva del trabajo de reorganización realizado en esos años por este comité, de la misma manera que la Forma 24 de mano. En nuestra escuela, el aprendizaje de la Forma 32 pasa primero por la Forma 8 y la Forma 16, notablemente más simples. Se prefiere proponer la Forma 32 solo después de que el alumno haya adquirido familiaridad con la gestión del arma. Un buen punto de partida para ver diferentes ejecuciones “en nuestra escuela” es ir al canal de YouTube del Maestro Frosi buscando la forma 32. En este último precepto reside todo el poder que se confía a la mano que no empuña arma, un poder generado ante todo por una mente afilada, precisa y puntual.
Lancia y spada sono ai due poli opposti (e quindi molto dialoganti quando c'è equilibrio) che sono rispettivamente il Fuoco e l'Acqua, Chiang e Chien. Nel 2007, quando iniziai seriamente a studiare le armi bianche, scrissi: “La prima volta che ho preso in mano una spada ho capito che c’era qualcosa di difficile da controllare che non era nella spada, tutt’altro”. Sono dette armi bianche tutte quelle armi che provocano ferite per mezzo di punte, forme contundenti o lame di metallo; quelle che lanciano oggetti bellici (come archi, balestre e catapulte), e quelle che fungono da difesa da esse (come scudi e armature). Secondo altre fonti sono dette armi bianche le armi che non provocano rumore. Per altri, si possono definire come gli strumenti atti ad offendere e che sfruttano solo la forza del combattente. Oppure si possono definire come le armi che precedono l'avvento delle armi da fuoco. Le armi che tagliano ti mettono a confronto con l'inutilità del risparmiarsi le crisi e quindi le crescite. Qualsiasi cammino inizia con il piede che lascia il passo all’altro, parafrasando un famoso detto taoista. L'arma affila l'intenzione, anche e soprattutto nella quotidianità. La mano che non tiene la spada è direzione e armonia, efficienza e morbidezza.
La spada (Jian) Anche chiamata “spada a lama stretta” per differirsi dalla sciabola. La spada cinese ebbe origine durante il regno dell'Imperatore Giallo (2697-2597 a.C.). All'inizio c'era solo la spada corta e larga (come una daga), fatta in pietra o giada; in seguito con il progresso della metallurgia, la lama fu fatta d'ottone e poi di ferro. La lama è stata poi migliorata divenendo più stretta, più lunga e più tagliente. Entrambi i lati sono affilati e sia l'impugnatura che la lama sono sempre dritti. Anche la parte di metallo che protegge la mano si apre perpendicolarmente alla lama, invece che in modo circolare o semicircolare, come nella sciabola. Normalmente la lama stessa è larga meno di 4 cm, ed è affilata in modo che la prima parte delle tre parti sia estremamente tagliente, la seconda centrale lo sia di meno mentre la terza vicino all'impugnatura sia smussata. In Cina, il Jian è considerata l'arma più nobile delle arti marziali ed era raramente utilizzate dalla fanteria, poiché questa rispetto ad altre armi esigeva un apprendimento troppo lungo e costoso per un esercito. La sua essenza è catturata nel detto “Il Dao (la sciabola) è come una tigre feroce, il Jian (la spada) è come un drago che nuota”.
La leggerezza e la flessibilità della spada consente a chi la maneggia di ferire da più angoli utilizzando vari metodi. Come può sembrare ovvio, saper impugnare correttamente un’arma è fondamentale al suo uso. La questione dell’impugnatura, tuttavia, è decisamente più complessa dell’identificare una singola impugnatura “perfetta”, soprattutto per un’arma complessa, versatile e tecnica come una spada. Il primo principio generico per le spade è quello per cui, nella maggior parte dei casi, l’impugnatura va afferrata poco al di sotto della guardia: questo per avere più agilità nella lama, avvicinando la mano al centro di massa, ma anche per far sì che la protezione geometrica dell’arto da parte della guardia stessa sia il più efficiente possibile. Detto questo, possiamo identificare almeno cinque maniere diverse di impugnare uno strumento quale un’arma, che possono sembrare molto simili fra loro, ma che si adattano a differenti tipi di situazione o utilizzo dell’arma in questione.
Cinco prese principali per la spada
- Presa “a martello”. Postura delle mani intuibile, comune tra principianti; tutte le dita stringono con forza simile, la lama risulta perpendicolare all’avambraccio. Etiquetata come deleteria per generare una forza laterale efficiente, spesso inadatta ai colpi di punta; può però avere impieghi utili in contesti specifici.
- “Presa di stretta di mano”. Una delle maniere più comuni, pressione data principalmente dai muscoli base del pollice e dall’anulare/polso; molto salda e versatile; permette trasferire forza dal braccio al movimento di taglio con buona efficacia.
- Pollice di sostegno. Postura detta “alla tedesca”; pollice in linea con la guaina della lama, dita e palmo creano la pressione. Controllo della direzione perpendicolare al piano di taglio, utile per passaggi dal filo vero al filo falso.
- Indice oltre la guardia. Richiede una guardia a croce; l’indice passa oltre la guardia e si avviluppa tra guardia e ricasso. Sicura e potente, allinea meglio la lama con l’avambraccio e migliora le potenzialità di punta.
- Impugnatura “da sciabola”. Variante della “stretta di mano” con il pollice spostato sul dorso dell’elsa; maggiore pressione e allineamento per taglio e punta, ma senza necessità di guardia a croce.
Breve interludio per chiarire due cose su una moda spesso presente in videogiochi, film e anime: impugnare una spada in modo inverso è generalmente pessima idea, poiché riduce la portata e risulta inefficiente per i tagli. Molte armi richiedono o beneficiano l’uso di due mani per l’efficacia, e molte impugnature lasciano spazio a diverse opzioni. La posizione della mano secondaria è essenziale nello svolgere azioni complesse durante il combattimento; la posizione standard consigliata è il più lontano possibile dalla principale per una leva più lunga, aumentando l’agilità e riducendo l’impaccio nel incrociare le braccia, ma non direttamente sul pomolo per ragioni di stabilità e funzionalità offensiva. Alcuni pomoli agevolano l’allineamento della lama (come i pomoli a coda di pesce) o facilitano cambi di impugnatura durante movimenti complessi senza perdere la presa. Alcune spade prive di pomolo, come la katana o il miao dao, possono richiedere l’impugnatura all’estremità dell’elsa. Alcuni movimenti particolari possono beneficiare di una presa a mani congiunte, poiché riducendo l’uso della leva si ottiene un ampio arco della lama.
approssimativamente intorno al 771-476 A.C., la spada Goujian, lunga tra 45 e 80 centimetri, testimonia antichi stili e tecniche. Tradizionalmente la lama veniva costruita in tre parti “sanmei” con una durezza centrale maggiore; la piastra centrale sporge per creare un bordo tagliente. La spada cinese intesa come simbolo di rango e disciplina si evolve dall’uso militare all’espressione culturale. Nella tradizione Yang, la pratica delle armi non è separata dalla pratica a mani nude: la spada richiede qualità diverse rispetto alla sciabola e non è un semplice livello estetico, ma un approfondimento tecnico. La Forma Yang di Taiji Jian insegna a collegare piedi, gambe, centro e mano armata in un’azione continua. Il testo di Chen Weiming presenta la spada come parte integrante del metodo Yang, non come aggiunta esterna. La leggerezza del jian non deve essere confusa con debolezza; la forma deve apparire fluida, elegante ma diretta, morbida ma decisiva. La scherma del jian possiede un vocabolario tecnico ampio, non solo forme esteriori: nomi poetici come “Tre anelli avvolgono la luna” accompagneranno la pratica come parte integrante del linguaggio marziale.
Approccio didattico e pratica
Quando la forma viene praticata senza conoscere le azioni contenute nei movimenti, rischia di ridursi a un esercizio estetico. Nella scuola Taiji Gate la forma viene studiata come una mappa del metodo e richiede esercizi con il partner per una comprensione funzionale. È importante precisare che questi esercizi non vengono presentati come una presunta “forma segreta” di spada a due del lignaggio Yang Chengfu. Nelle fasi avanzate possono essere introdotti scambi controllati con protezioni e strumenti da allenamento adeguati. Il jian non favorisce l’impiego indiscriminato della forza: la sensibilità non sostituisce la tecnica e la morbidezza non esclude la marzialità. Nel programma Taiji Gate la spada rappresenta un approfondimento della pratica a mani nude, e questi elementi non vengono introdotti tutti contemporaneamente. Questo non significa che ogni dettaglio praticato oggi sia identico a ciò che veniva eseguito un secolo fa.

Perspectivas históricas y culturales
La forma tradicional Yang de Taiji Jian conserva un léxico técnico rico, con imágenes poéticas y acciones marciales concretas. Nombres como “Tres anillos envuelven la luna”, “La golondrina roza el agua”, “La abeja entra en la cueva” o “La immortala indica el camino” no son meros adornos; sostienen una comprensión funcional de la forma. En la tradición Yang, el trabajo con las armas no está separado de la práctica a manos desnudas y la forma no debe ser meramente estética. La spada Taiji della famiglia Yang se presenta como un programa completo que acompaña y profundiza la práctica del tai chi sin abandonar su base filosófica y técnica. La spada, en su historia, ha unido función militar y cultura marcial, y su estudio en Tai Chi Gate integra cuerpo, mente y arma en una sola acción consciente.
LEO VICENT ESCUELA DE ARTES INTERNAS. TAI CHI FORMA DE ESPADA JIAN
La spada Taiji Yang no es una simple coreografía sino un camino para entender la mecánica de la energía, la armonía entre la dirección de la mano y la fluidez de los movimientos, y la obediencia de la forma a principios de Taiji. Las técnicas, gestos y nomenclaturas descritos no son solamente teoremas; forman parte de un corpus práctico que se aplica en ejercicios de compañero y en escenarios reales de combate simulado con protecciones adecuadas.