La platea del teatro Monteverdi è al completo. Tra il pubblico ci sono anche dei giovanissimi e il clima che si respira è familiare. Lo si capisce fin dall’inizio, quando una mamma, presente in sala, si alza e si avvia verso l’uscita. La bimba neonata che tiene in braccio si è messa a piangere e lei non vuole disturbare. Costanza Miriano smette di parlare y le si rivolge directamente, con una naturalità disarmante.
«Mi spiace, non andartene. Riprende a raccontare di sé, della sua famiglia, il marito, i quattro figli, del suo lavoro di giornalista, delle sue amiche, “le consorelle wi-fi”, con le quali mantiene contatti capaci di fare comunità e vincere la tentazione di una appartenenza ecclesiale in solitaria.»
Costanza Miriano è a Cremona per presentare il suo libro “Si salvi chi vuole: manuale di imperfezione spirituale”. Risponde alle domande ma non è una conferenza. Siamo tutti alla ricerca di relazione per essere felici dato che - come scrive nel suo libro - ”mendicare è la nostra condizione esistenziale.”
Ecco allora la necessità di una vita spirituale seria, come quella dei monaci “che richiede una scelta, un giudizio, una decisione” e un progetto, con tanto di carta e penna, per individuare ciò che vale veramente nella nostra vita e “impedire alle cose più urgenti di oscurare la più importante di tutte: la Presenza di Dio.”
Il tono ironico e simpaticamente umoristico degli episodi concreti che racconta non attenua lo smarrimento per la realtà sociale e culturale in cui viviamo. Cita San Benedetto che “di fronte al disfacimento sociale e morale fece una sola cosa: stette tre anni in un buco della roccia.” E che abbiamo una garanzia: la Chiesa. Solo nella Chiesa abbiamo la certezza che il Dio che cerchiamo è quello vero e non la proiezione di noi stessi.
Mercoledì 4 marzo, alle 20.30 presso il Teatro Pavoni di via Sant'Eustacchio 8 a Brescia, Costanza Miriano presenta il suo ultimo libro, edizioni Sonzogno, "Non desiderare la vita d'altri. Riposo per cuori inquieti." Vorremmo essere altre persone. Invidiamo agli altri un lavoro di successo, un corpo perfetto, un matrimonio da favola, perfino il miraggio di figli adolescenti affettuosi. Capita a tutti, da sempre.
Adesso che il confronto è disponibile anche in versione tascabile, ci basta sbloccare il telefono per essere inondati dal richiamo di infinite mancanze e vite alternative: non siamo mai abbastanza belli, sportivi, ricchi o famosi. Ma siamo proprio sicuri che quello che vogliamo sia davvero quello che ci serve?
Con il suo stile ironico, affilato e profondamente umano, Costanza Miriano ci guida in un percorso inatteso: una guarigione del desiderio, raccontata in controluce attraverso le storie di persone che hanno capito come metterla in atto (non a caso, sono diventati santi), per ricordarci che le circostanze della nostra vita - anche quelle più sbagliate, faticose e dolorose - sono state poste sul nostro cammino per un motivo ben preciso. Spesso serve che esista prima un vuoto, per poterlo riempire con chi siamo chiamati a essere.
Si salvi chi vuole. Manuale di imperfezione spirituale è molto di più di un semplice testo: è un invito a cominciare un lavoro “artigianale” su se stessi, per uscire dalla palude del nostro inconscio e costruire una cattedrale, dando alla propria storia un fine e una direzione. È un appello a mettere in moto la nostra libertà dentro il presente, intessuto di cose ordinarie e quotidiane, per lasciare a Dio la possibilità di saziare il suo desiderio di noi.
È un richiamo a lasciar perdere quello che pensiamo di sapere del nostro io, per chiedere finalmente: «Chi sei tu?» all’infinitamente Altro, perché la verità su di noi ce la può sussurrare solo Dio. Ancora, queste pagine sono la risposta per un tempo di crisi come quello che ci troviamo a vivere: il cristiano del futuro, infatti, o sarà un mistico o non sarà. L’ultimo libro di Costanza Miriano - ed è qui la vera sorpresa - è soprattutto la proposta rivolta a tutti, nessuno escluso, a essere monaci.
Il monastero in cui siamo invitati a entrare è piuttosto inconsueto, ma comunque capace di custodire una radicalità autentica. È - secondo la definizione dell’autrice - un monastero wi-fi, abitato da uomini e donne uniti in una fedeltà senza fili, legati solamente dal desiderio di amare e far amare Dio. Nello scorrere dei capitoli siamo quindi presi per mano e accompagnati a riscoprire gli strumenti che in duemila anni di storia la Chiesa ci ha trasmesso per camminare con decisione sulla via del bene. Sono cinque “pilastri” che compendiano tutto il tesoro della sapienza cristiana: Parola di Dio, preghiera, Confessione, Eucarestia, digiuno.
Ma tutto questo è racchiuso nella forma non tanto di “istruzioni per l’uso” quanto di una testimonianza di fede, schietta e lucida, cosciente anche dei propri limiti. È offerto uno spaccato vivente di questo monachesimo sui generis, fatto di strade trafficate, case sempre in disordine, bambini amanti di Nutella, mogli tradite che scelgono il perdono, amici che si lasciano continuamente scomodare dai bisogni altrui. A volte ci si imbatte in veri e propri miracoli, e siamo costretti ad ammettere che Dio è all’opera in questa umanità rinnovata. La santità a cui tutti siamo chiamati si lascia intravedere tra le pieghe di queste storie così vicine alle nostre, e subito ci accorgiamo che nel semplice gesto dell’istante presente, nell’obbedienza alla realtà che ci è data, quella stessa santità possiamo ricominciare a desiderarla per noi.
Questo libro è quindi la confessione di un cuore ardente, impaziente di amare tutto il mondo, che vorrebbe chinarsi su tutti i cuori stanchi e impauriti per dire loro che con Cristo, Dio diventato uomo, l’uomo può diventare come lui, ed essere infinitamente più se stesso e quindi felice. Citando le parole di Gesù riportate da Giovanni, Benedetto nel prologo della sua Regola invita i suoi a correre. «Correte mentre avete la luce della vita».
Sì, con Costanza Miriano viene proprio voglia di correre, con lei che nella vita corre davvero perché non corre come chi è senza meta. A noi che leggiamo questo libro da dentro le mura di un vero monastero ci viene solo da ringraziare. Grazie a Costanza Miriano per averci ridetto la bellezza della nostra vocazione e la responsabilità che essa comporta, sotto lo sguardo di Dio e davanti agli occhi degli uomini. E grazie a Dio per averci chiamato insieme con lei a far parte del Suo piccolo esercito. Noi mendicanti. Noi scalcagnati.

- Pilastri della spiritualità cristiana: Parola di Dio, preghiera, Confessione, Eucarestia, digiuno.
- Concetto di monastero wi-fi come metafora della modernità nella ricerca di Dio.
- Importanza della vita familiare, della vocazione al perdono e della comunità.
Meta description: Descripción de una espiritualidad contemporánea en clave humana, comunitaria y monástica, a partir de la obra de Costanza Miriano.