Papa Francesco e i membri della Curia stanno trascorrendo quasi una settimana di ritiro in Vaticano, facendo esercizi spirituali. Se quando sentiamo le parole "esercizi spirituali" pensiamo allo sport, non stiamo sbagliando di molto. Tuttavia, il modo migliore per spiegarlos è tornare alla persona che li ha ideati: Sant'Ignazio di Loyola. Questa "tabella di esercizi" può essere adattata alle circostanze individuali. Così, dall'impostazione originaria di un ritiro di 30 giorni, si può passare a esercizi che durano dai quattro agli otto giorni, e si possono fare anche da casa in una modernissima modalità "online".
Sant'Ignazio di Loyola considerava di grande importanza l'accompagnamento spirituale (da parte di un sacerdote, che predica le meditazioni) e il silenzio durante il ritiro. Per i ritiri della durata di un mese, il fondatore della Compagnia di Gesù ha diviso le settimane in quattro fasi. Nella prima, i ritirati sono invitati a riflettere sulla creazione e sulla loro condizione di creature chiamate all'esistenza da Dio. Nella seconda settimana, la meditazione si addentrerà nella nascita di Cristo, per poi passare al mistero della sua Passione nella penultima tappa. Per i tempi di preghiera, Sant'Ignazio raccomandava uno schema che inizia con una preghiera introduttiva per mettersi alla presenza di Dio. Poi, la cosa abituale da fare è meditare su una scena del Vangelo, cercando di immaginarla e di diventare un personaggio attivo.
No obstante la gran cantidad de tempo dedicada a la reflexión, gli Esercizi Spirituali Ignaziani non sono destinati a rimanere teorici. Sant'Ignazio voleva che l'anima fosse esercitata e vivesse un momento di vera conversione attraverso meditazioni e momenti di preghiera. Su questa linea, il Papa Francesco ha affermato nel 2014 che "chi vive gli Esercizi in modo autentico sperimenta l'attrazione, il fascino di Dio". En esta óptica, tiene sentido que el Papa y los otros miembros de la Curia aprovechen los primeros días de Quaresima para hacer estos ejercicios espirituales.
What are spiritual exercises? Papa Francesco ha invitato la Curia Romana e il Collegio Cardinalizio a vivere - dal 18 al 23 febbraio 2024 - gli esercizi spirituali. Ma che cosa sono gli esercizi spirituali? «Con Esercizi spirituali - spiega Sant'Ignazio - si intende ogni modo di esaminare la coscienza, meditare, contemplare, pregare vocalmente e mentalmente e altre operazioni spirituali. Come, infatti, il camminare e il correre sono esercizi corporali, così si chiamano esercizi spirituali tutti i modi di disporre l'anima a liberarsi di tutti gli affetti disordinati e, una volta eliminati, a cercare e trovare la volontà divina nell'organizzazione della propria vita per la salvezza dell'anima».
«La preghiera - spiega padre Silvano Fausti - è un esercizio per vivere, per scoprire la volontà di Dio, anzi, prima ancora, per essere liberi da tutto il disordine, il frastuono e le voci che abbiamo dentro, per capire quello che Dio vuole da noi e poi realizzarlo nella vita concreta, quindi è un esercizio per vivere. Come l’atleta fa tanti esercizi prima di affrontare le prove sportive, così i nostri esercizi servono per la vita quotidiana».
Los ejercicios espirituales son una práctica muy útil para la vida cristiana. Concretamente se trata de un tiempo que el cristiano - clero o laico - se reserva para poder estar en el silencio a tu por tú con el Señor. El lugar - usualmente un monasterio - es muy importante para poder facilitar tanto el silencio interior como el exterior. Padre Fausti ofrece cuatro motivi per vivere gli esercizi spirituali: “Deformata Reformare”
Proprio come gli abiti che indossiamo, la nostra vita immancabilmente si deforma un po’ alla volta ed ha bisogno di essere ripresa, rattoppata, stirata. Il sacerdote, ma anche il laico, è chiamato così a prendersi un momento da vivere “in disparte con Lui” per poter ricalibrare il proprio agire, il proprio essere. “Reformata confermare” Conformarsi a Cristo: questo significa che ogni volta devo progredire, a piccoli passi, per continuare la mia sequela dietro a Colui che mi ha chiamato e mi chiama ad essere un discepolo dell’Amore. “Conformata conformare”È necessario consolidare il bene perché è molto fragile. Siamo spesso portati a valutare con molta superficialità ciò che fanno gli altri - lo ha ricordato anche l’Arcivescovo Delpini nell’omelia della prima domenica di Quaresima - senza neppure conoscere le realtà di cui parliamo, facciamo molta fatica a guardare a noi stessi e a compiere azioni buone.
“Confirmata transformare”Prima di tutto questo - spiega Fausti - dobbiamo prendere coscienza del male, perché tutto il male si consuma nell’incoscienza. Tutti i mali che viviamo o commettiamo sono da taluni sentiti come movimenti “a fin di bene”, o male che si consuma nell’incoscienza. È importante, quindi, prendere coscienza perché è per incoscienza che si commette il male. Chierici ed esercizi spirituali Per quanto riguarda i chierici vi è un vero e proprio invito anche dal punto di vista normativo a compiere gli esercizi spirituali. Oggi ci ritroviamo spesso schiavi dei progetti pastorali, delle linee guida, degli incontri e di tutto quanto riguarda l'attività organizzativa della parrocchia. Spesso, però, dimentichiamo di riservare spazio alla preghiera che è il luogo fondamentale dove Cristo ci chiama per imparare ad amare gli altri. Solo facendo esperienza vera di Lui saremo capaci di svolgere con frutto il ministero che ci è richiesto.
Il tempo degli esercizi spirituali - garantito anche dal diritto canonico come momento nel quale il presbitero deve potersi ritirare - è un momento particolarmente importante per fermarsi, prendere coscienza e programmare il proprio cammino di sequela. Guardiamo ad alcuni documenti che la Chiesa ci offre per comprendere l'importanza di questa pratica. Per quanto riguarda il chierico in formazione, già nel 1980 la Sacra Congregazione per l’Educazione Cattolica firmava la lettera circolare su alcuni aspetti più urgenti della formazione spirituale nei Seminari e affermava: «Il silenzio esteriore. Quando esiste il silenzio interiore, esso richiede il silenzio esteriore, lo ricerca e lo procura. E, a sua volta, il silenzio esteriore si pone al servizio dell'altro. È necessario ad un seminario, che vuole preparare esperti maestri di preghiera, il silenzio esteriore: un regolamento dovrà provvedervi fin dall'inizio. Se tuttavia non si rende chiaro da dove proviene e a che cosa vuole condurre un simile silenzio, non potrà che essere insignificante e male accettato. Al contrario, quando il silenzio interiore si approfondisce, l'esigenza del silenzio esteriore si fa sempre più pressante e rigorosa. Non vi è alcun dubbio che in un seminario nel quale non esiste il silenzio esteriore, anche il silenzio spirituale è assente».
El Código de Droit Canonico, en la sección dedicada a la formación de clérigos (cann. 232 - 264 CJC) al can. 246 - §5 CJC afirma: «Los alunni facciano ogni anno gli esercizi spirituali» y para los ordenandos al can. 1039 CJC prescribe: «Todos aquellos que deban ser promovidos a algún orden, attendan agli esercizi spirituali per almeno cinque giorni...». Al punto 88 della Ratio Fundamentalis Institutionis Sacerdotalis troviamo scritto: «sono d'importanza fondamentale per la vita del sacerdote... proposti comunitariamente per i presbiteri favoriscono una partecipazione più ampia e il rafforzamento della comunione fraterna». Al punto 108: «Gli esercizi spirituali annuali, tempo di profonda verifica nell'incontro prolungato e orante con il Signore... devono poi essere ripresi e trovare una continuità, durante il corso dell'anno, nei ritiri periodici e nella preghiera quotidiana.»
Esercizi spirituali della Curia Romana Papa Francesco in questi anni ha scelto di modificare la struttura degli esercizi spirituali rispetto a quanto avveniva con i suoi successori. Piuttosto che il Palazzo Apostolico, il Papa ha scelto di recarsi presso la Casa Divin Maestro di Ariccia. A seguito dei dissidi con la Curia Romana - in particolare dopo la pubblicazione di Praedicate Evangelium - Francesco non si reca più ad Ariccia e gli esercizi spirituali non vengono più vissuti dalla Curia Romana insieme al Papa. L'invito, quindi, è quello a ritirarsi in modo personale. Bergoglio afferma di farlo anche lui personalmente a Santa Marta ma, purtroppo, nella pratica non cambia il suo stile di vita. Semplicemente vengono sospese alcune udienze.
La pratica degli esercizi spirituali della Curia Romana durante la Quaresima era una prassi consolidata fin dai tempi di San Paolo VI. Nel 1964 Montini fissò per la prima settimana di Quaresima, per i membri della Curia Romana, un periodo di ritiro spirituale. Ariccia, martedì, 20. “Gesù viene incontro alla nostra storia cosi come essa è, nella sua incompiutezza...” è il commento al ritiro e al predicatore. Durante questi anni, i predicatori hanno proposto temi come “La purificazione del cuore”, “Servitori e profeti del Dio vivente”, e altri focus sulla sete, sul deserto e sul discernimento.
Lo scorso anno, Papa Francesco ha scelto di far predicare gli Esercizi a dom Bernardo Francesco Maria Gianni, abate dell’abbazia di San Miniato al Monte di Firenze. Tema degli esercizi: “La città dagli ardenti desideri. Per sguardi e gesti pasquali nella vita del mondo”. Il Papa ha espresso apprezzamento per la capacità di aprire al Mistero di Dio presente nell’umano. Inoltre, nel 2018 il predicatore è stato José Tolentino de Mendonça, cardinale designato, che ha meditato sulla sete come immagine del desiderio divino e umano.
In maggio-dicembre 2024, la Quaresima si è mantenuta un tempo di silenzio e preghiera, ma questa volta con un nuovo equilibrio tra sede vaticana e rodaggio monastico esterno. Il tema “Illuminati da una gloria nascosta. L’itinerario quaresimale” è stato scelto per offrire una Quaresima vissuta come cammino interiore, non spettacolare. Una figura centrale è il vescovo Erik Varden, trappista norvegese, designato predicatore per il ritiro quaresimale in Vaticano, con sessioni guidate dal 22 al 27 febbraio e una struttura di meditazioni, liturgia e adorazione.

Le meditazioni del vescovo Varden integrano tradizioni monastiche, ritmo di ascolto, silenzio e liturgia. Il programma prevede due riflessioni quotidiane, l’adorazione eucaristica e la Liturgia delle Ore, con l’ultima sessione il venerdì 27 febbraio.
Erik Varden el monje trapense elegido por el papa para predicar sus ejercicios espirituales
Para concluir, la Quaresima en el Vaticano se transforma en un tiempo de oración, silencio y discernimiento guiado por la tradición ignaciana y la espiritualidade monástica. Este año, el retiro en la Santa Sede reúne la experiencia de los ejercicios espirituales con un enfoque más contemplativo y menos institucional, buscando que la Curia y el Papa encuentren nuevamente la profundidad de la vida interior y la cercanía a Dios.
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