La curatela como acto crítico en la salvaguarda y transmisión del patrimonio cultural

La curatela como atto critico. I temi della conservazione delle collezioni, della salvaguardia e della trasmissione del patrimonio culturale e della diffusione della conoscenza sono diventati prioritari. Come operatori museali siamo infatti responsabili del patrimonio che curiamo per trasmetterlo al futuro e per renderlo fruibile ai visitatori, ma la responsabilità deve estendersi a coloro che forse non entreranno mai nelle nostre sale, perché il nostro mestiere ha una rilevante valenza sociale. L’arte è materia viva e, con la scuola, i musei debbono concorrere a condividere e a promuovere un’etica di rispetto della cultura e di apertura alla diversità.

Il ruolo del museo nella pluralità identitaria e nell’etica

Il museo è garante della molteplicità delle identità che nelle opere prendono forma e delle esperienze dell’uomo che nelle sale sono approdate attraversando terre e popoli in modo non sempre positivo e felice. Ripensare le pratiche curatoriali. La giusta misura è una pratica di condivisione di letture e azioni, ma soprattutto di tempo, tra un’artista e una curatrice. Un processo che ha gradualmente incluso altre voci e altri corpi, attorno all’idea di genere come asimmetria, di lavoro e pensiero come pratiche collettive, del tempo come dimensione necessaria per la costruzione di saperi condivisi, e che ha trovato una sua dimensione operativa su invito di Le Murate. Progetti Arte Contemporanea, Firenze.

Ciò che la metodologia storiografica insegnata e praticata da Enrico Crispolti ha lasciato alle future generazioni è un sistema di approcci e conoscenze specifiche sull’arte moderna e contemporanea secondo percorsi basati su competenze scientifiche, studio, ricerca. Chi dirige musei non può prescindere da questi cambiamenti né da competenze specifiche, dovendo però ripensarle. Non tutto però sembra lecito per quanto ci sia muova su narrative parallele, aperte e arbitrarie.

Tra arte pubblica, centri d’arte e musei

Come ricordava Enrico Crispolti, bisogna “sapere e saper fare”, e la creazione di ogni progetto espositivo è necessariamente legata all’“ambiente” per il quale esso è concepito. La formazione senese è stata prima di tutto un’esperienza comunitaria, dove si imparava a sviluppare pensieri, attitudini e pratiche collettive senza rinunciare alle specificità e ai background personali. Con spirito maieutico la docenza di Enrico Crispolti non richiedeva atteggiamenti specifici, se non pretendere una base di studio della storia, mai messa in discussione o minata da fervori di formazione manageriale. Alla certosa di Pontignano si entrava per la prima volta con il tremore e la vertigine del non sapere e con la sola sicurezza del desiderio di imparare.

Musei d’impresa. Il 12 e 13 giugno del 1999 si tenne alla Certosa di Pontignano, allora sede dei corsi della Scuola di Specializzazione in Storia dell’Arte dell’Università di Siena, il convegno - ideato e curato dalla sottoscritta - dal titolo: Musei d’impresa. Vennero affrontati, nella maniera più interdisciplinare possibile, i temi di dibattito, allora agli albori, ma di grande attualità, intorno a un nuovo modello museale. Si incontrarono, nell’occasione, ed esposero le proprie istanze, i curatori e direttori di archivi e musei d’impresa toscani e del resto d’Italia. Oggi i musei e gli archivi d’impresa si sono evoluti ulteriormente, ma soffrono anch’essi la crisi dei tempi: culturale, economica e sociale.

Introdurrà i lavori Margherita Guccione (Direttore Scientifico Grande MAXXI). Successivamente dialogheranno con la loro “maestra” Sofia Bilotta (Fondazione MAXXI - Sapienza, Università di Roma), Claudio Fronza (Archivista e pittore), Claudio Gamba (Accademia di Belle Arti di Brera), Linda Kaiser (Critica d’arte, giornalista e curatrice), Silvia Mascheroni (Università Cattolica di Milano - ICOM Italia), Nicoletta Misler (già Università Orientale di Napoli), Paola Nicita (Gallerie Nazionali Barberini Corsini - Sapienza, Università di Roma) Valentina Valerio (Sovrintendenza Capitolina ai Beni Culturali) e Roberta Valtorta (Università IULM Milano - Vicepresidente SISF).

Profilo di una figura chiave

É una storica dell’arte italiana, già docente all’Università Statale di Milano, all’Università degli Studi Federico II di Napoli, all’Università degli Studi di Genova e all’Università di Roma “La Sapienza”. Laureata presso la Facoltà di Lettere e Filosofia dell’Università Statale di Milano nel 1960… ha ideato e curato il riallestimento dell’Accademia Nazionale di San Luca. Ha organizzato numerose mostre e condotto indagini critiche sulla produzione figurativa italiana tra Ottocento e Novecento. Le sue ricerche hanno riguardato principalmente le relazioni tra arte e scienza nel Rinascimento italiano, interesse che è alla base di numerosi studi intorno alla prospettiva, sia negli aspetti teorici che nella pratica figurativa di diverse aree culturali.

The complete works of a “20th-century Caravaggio” A very prolific painter in an artistic life that unfolds from the Abstract art of Kupka and Kandinsky to American Action Painting, from Spatialism to lyrical and surreal abstraction, Tancredi (Tancredi Parmeggiani) was the dramatic interpreter of the convulsive decades from the Forties to the Sixties, when painting forcefully reclaimed its own role alongside the emergence of new languages of art. For this book, the editors created order amongst more than 1300 oil, tempera, and gouache paintings. Critical and biographical essays and a documentary section with letters, photographs, handwritten pages, and macrophotographs of the painting drafts and of the artist's signature, reconstruct the tumultuous life of a “modern Caravaggio”, a nomad between Paris, Milan, Munch's Norway, and Rome, where in 1964, jumping into the Tiber, he ended his life.

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  1. La curatela como acto crítico y su impacto social.
  2. La pluralidad identitaria en las colecciones y la difusión del conocimiento.
  3. La evolución de prácticas curatoriales y la importancia del tiempo para construir saberes.
  4. La conexión entre historia del arte, ciencia e enseñanza en la formación de curadores.
  5. El papel de los museos de empresa y su crónica histórica ante desafíos contemporáneos.
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