Sebbene lo Yoga offra innumerevoli benefici per la salute fisica e mentale, è importante sottolineare che non è una pratica adatta a tutti e in ogni circostanza. O meglio, non tutti gli Stili di Yoga, sono adatti a tutti! Chiunque può respirare. Tranquill*! Con questo articolo non intendiamo allontanarti dalla Via dello Yoga! Piuttosto mi piacerebbe fornirti alcuni spunti per una scelta che possa guidare la tua pratica in maniera sicura e soprattutto consapevole.
Inoltre mi piacerebbe soffermarmi su quelli che sono i più comuni infortuni fra chi pratica Yoga. Argomento spinoso, vero? Ne sono certa. Ciò che devi sapere è riassumibile in poche parole: Yoga non è solo benessere, ma anche controindicazioni da non sottovalutare. Pertanto, lo slogan “Yoga per tutti”, è solo una splendida utopia!
Eppure ritengo giusto andare un po’ oltre ai “soliti stereotipi” che si rifanno ben poco alla filosofia della nostra Scuola di Formazione. Hatha Yoga - Definita anche la “Via dello Sforzo”. Adatta per chi desidera compiere un primo passo verso lo Yoga. Vinyasa Yoga - Uno Stile dinamico in cui ogni Asana fluisce al ritmo del tuo respiro. Yin Yoga - Stile che lavora sul rilassamento dei tessuti profondi e sulla fascia muscolare, aumentando notevolmente la flessibilità del corpo. Yoga per la Terza Età - Un tipo di Yoga che, in virtù della sua gradualità, sembra fatto apposta per la vita delle persone anziane. Yoga in Gravidanza - Tipo di Yoga dolce che accompagna la futura mamma nel periodo più bello e delicato della sua vita. Ma questi sono solo alcuni esempi di tipologie di Yoga che possono adattarsi alle tue specifiche esigenze.
- Se desideri approfondire nel dettaglio uno o più di questi Stili Yoga sappi che, in qualunque momento, puoi contare sui nostri Master di 100 ore. Per te abbiamo pensato a 15 differenti Corsi di Specializzazione Yoga che potrai frequentare sia nella modalità in Presenza che Online.
- Infortuni recenti o acuti: se hai subito una frattura, una distorsione o un’altra lesione recente, è importante attendere il parere del tuo medico prima di riprendere qualsiasi attività fisica.
- Gravidanza: lo Yoga può essere molto benefico durante la gravidanza, ma è fondamentale praticare sotto la guida di un Insegnante esperto in Yoga Prenatale. Alcune posizioni potrebbero non essere adatte in determinate fasi della gravidanza.
- E, in ogni caso, si sconsiglia la pratica nei primi tre mesi di gestazione poiché, durante il primo trimestre, la stanchezza e i vari disturbi la fanno da padrona.
Glaucoma: alcune posizioni Yoga che aumentano la pressione intracranica potrebbero non essere adatte a persone con glaucoma. In particolare, gli Asana che prevedono di tenere la testa più bassa del cuore, possono aggravare il problema. Problemi articolari: se soffri di seri problemi alle articolazioni, come l’artrite, è consigliabile scegliere un tipo di Yoga più dolce, specie se sei un principiante! Osteoporosi: in presenza di osteoporosi severa, alcune posizioni Yoga potrebbero aumentare il rischio di fratture. In generale, è sempre meglio consultare il proprio medico prima di iniziare qualsiasi nuovo programma di esercizio fisico, soprattutto se hai delle preoccupazioni o delle condizioni mediche preesistenti.
E ricorda: lo Yoga è una pratica personalizzabile. Lo Yoga, pur offrendo numerosi benefici per il corpo e la mente, presenta alcuni rischi se non praticato correttamente. Del resto, senza concentrazione e presenza, in assenza di quella “spinta interiore” capace di portare la mente a un nuovo livello di coscienza, non c’è Asana. C’è solo un corpo che esegue un esercizio ginnico. E questo, a mio avviso, non è Yoga. Ascolta sempre il tuo corpo: non “forzare” mai una posizione, soprattutto se avverti dolore. Sii consapevole e onora i tuoi limiti: non paragonarti mai agli altri e sospendi ogni giudizio nei confronti di te stesso.
Arrivato fino a qui ti sarà chiaro come lo Yoga non sia esattamente una Disciplina adatta a tutti. Infortuni alle articolazioni: soprattutto a spalle, gomiti, ginocchia e caviglie. Questi possono verificarsi se le posizioni Yoga vengono forzate o se si tenta di oltrepassare con un pizzico di presunzione i propri limiti. Lesioni o infortuni da Yoga? Ebbene sì, possono verificarsi. Per quanto, se la pratica viene svolta correttamente e sotto la guida di un Insegnante esperto, non siano particolarmente frequenti. Ma sappi che, anche in questo caso, lo Yoga è per tutti, ma non tutto lo Yoga è adatto a chi inizia!
Non solo! In un articolo pubblicato il 3 Novembre del 2019 su The Telegraph (rilanciato subito dopo da BBC News, Glamour e altre testate) il dito viene puntato sulla presunta “vanità” di insegnanti e praticanti. In poche parole, il quotidiano inglese ha denunciato chiaramente come lo Yoga oggi venga praticato troppo spesso per “motivi estetici” e di “moda”, con effetti potenzialmente dirompenti sulla salute di schiene, anche e ginocchia dei praticanti. Lesioni alle articolazioni - in casi più rari, possono verificarsi lesioni alle articolazioni, come lussazioni o fratture, soprattutto se si forzano i limiti del proprio corpo.
Ma perché è così importante avere un Insegnante di Yoga qualificato? Allineamento corretto - l’allineamento corretto è essenziale per ottenere i massimi benefici dallo Yoga e prevenire tensioni muscolari. Conoscenza approfondita - un insegnante qualificato possiede una profonda conoscenza della filosofia dello Yoga, dei principi fondamentali e delle diverse tradizioni. Supporto e motivazione - un insegnante di Yoga è una guida che ti supporterà nel tuo percorso, offrendoti incoraggiamento e motivazione. In sintesi, un Insegnante di Yoga qualificato deve essere in grado di tutelare la tua salute e il tuo benessere.
A volte, riconoscere un Insegnante di Yoga qualificato, può essere un’impresa ardua. Certificazioni - controlla se l’Insegnante possieda certificazioni riconosciute da organizzazioni internazionali come Yoga Alliance. Senza contare il fatto che, cercare di raggiungere posizioni troppo complesse senza la giusta preparazione può esporci ad infortuni davvero molto seri. Immagine distorta: i social media spesso presentano un’immagine idealizzata dello Yoga, con persone che eseguono posture complesse con apparente facilità. Confronto: confrontare i propri progressi con quelli degli altri può essere demotivante e portare alla frustrazione. Perfezionismo: la ricerca della “perfezione” in ogni Asana può portare a tensioni e infortuni.
Se, come abbiamo visto, lo Yoga non è esattamente per tutti, non è detto che tale Disciplina non possa essere inclusiva. A volte basta adottare alcuni semplici accorgimenti. Magari quello di cui hai bisogno (tu o i tuoi allievi) è un tipo di Yoga 1-ad-1, una pratica estremamente personalizzata che offre numerosi vantaggi. Personalizzazione: l’Insegnante può adattare la pratica alle tue esigenze, considerando il tuo livello di esperienza, eventuali infortuni, limiti fisici e obiettivi personali. In conclusione, lo Yoga è una pratica meravigliosa che può portare a numerosi benefici, ma è importante praticarlo in modo consapevole e sicuro. Dopotutto lo Yoga non è l’unica strada per il benessere. Ed è fondamentale riconoscere che ognuno è diverso: ciò che funziona per una persona potrebbe non funzionare per un’altra. Ma se vuoi proseguire (o intraprendere) questo viaggio insieme a noi ti suggerisco di dare un’occhiata ai nostri Corsi Insegnanti Yoga o alle Specializzazioni Yoga. Nel frattempo ti lascio in compagnia di una lezione completa e gratuita di Yoga dolce per principianti.

Lo yoga, disciplina millenaria originaria dell'India, è oggi ampiamente praticato per i suoi effetti benefici sul corpo e sulla mente. Tuttavia, il crescente interesse scientifico ha evidenziato non solo i benefici della pratica, ma anche i potenziali rischi legati a posture scorrette o pratiche eccessive. Studi controllati dimostrano che la pratica regolare di yoga migliora la flessibilità fino al 35% (Tran et al., 2001) e la forza muscolare fino al 30% (Shiraishi et al., 2017). L’Hatha Yoga incrementa la resistenza muscolare (+57%, p < 0.01) e la forza isocinetica per l’estensione del ginocchio (+28%, p < 0.05). La pratica di Iyengar Yoga per 24 settimane ha ridotto la disabilità funzionale nella lombalgia cronica del 29% e il dolore del 42% (Williams et al., 2009). A livello psicologico, una meta-analisi di Hofmann et al. (2016) ha evidenziato una riduzione significativa dell’ansia (Hedges’ g = 0.61). Parallelamente, la tesi analizza i potenziali rischi della pratica. Cramer et al. (2018) hanno rilevato che circa il 10% dei praticanti riporta infortuni, con le posizioni di backbend responsabili di oltre il 40% delle lesioni lombari. Swain et al. Questa ricerca promuove un approccio consapevole e personalizzato alla pratica dello yoga, considerando fattori individuali come età, condizioni fisiche e livello di esperienza, per valorizzare i benefici e ridurre al minimo i rischi, in linea con le moderne evidenze scientifiche.
Lo Yoga è demoniaco - i pericoli dello Yoga
Stimolato dall’articolo di Marco Invernizzi qui su Zénon sulla sicurezza medica dello Yoga, ho deciso di intervenire per aggiungere alcune mie considerazioni. Nello spirito con cui è nato Zénon, spero che questo mio contributo da due centesimi possa avvicinare di qualche millimetro la “scienza dell’Occidente” alla “comprensione dell’Oriente”, entrambi elementi indispensabili per chi vuole vivere la nostra epoca.
Innanzitutto, come una persona molto più saggia di me amava ripetere, vorrei ricordare che non esiste al mondo alcunché che possa davvero fare bene, se non può fare anche del male, quando utilizzata nel modo sbagliato. Senza quest’ultima eventualità, significherebbe semplicemente che non può fare nulla. Un coltello senza il filo della lama sicuramente è al riparo dal rischio di ferire qualcuno, ma non può nemmeno essere utile per affettare il pane.
Per questo, è certamente rassicurante che - come emerso dall’articolo precedente - il rischio di infortunarsi con lo Yoga sia relativamente basso. Tuttavia ciò non significa assolutamente che lo Yoga sia innocuo. B. K. S. Un certo impegno fisico è necessario, perché lavorare sul corpo ha un significato molto più profondo di quanto si possa immaginare. Tuttavia, se avvertite il lavoro fisico è fine a sé stesso, se non percepite che lo sforzo richiesto nella pratica è di natura concretamente diversa da quello impiegato nella comuni attività motorie, può darsi che ne troviate giovamento comunque, ma è probabile che non si tratti di Yoga.
La premessa è il rilassamento e l’ascolto del proprio corpo. Che non è, si badi bene, soltanto un corpo: quando assumiamo una forma, stiamo manipolando non solo le nostre membra, ma l’intero complesso psicofisico. Il nostro stesso immaginario ne è privo: ad esempio, siamo abituati a considerare il rilassamento come l’opposto del fare, o al limite come a un’alternativa, ma non come a una premessa. Immaginiamo l’uomo d’azione come un barbuto spartano corazzato di muscoli, che va incontro al nemico con la durezza di una roccia e carico di una tensione sovrumana, incurante dei colpi che lo crivellano. Ma non c’è nulla di sovrumano nella tensione. Nel praticare Yoga, infatti, ci si muove all’opposto (e in linea, ad esempio, a discipline come il Tai Chi Chuan, anche se con modalità differenti). Si entra in posizioni che possono apparire difficili, ma lo si fa rilassati - imparando a respirare - e ascoltando attentamente dall’interno che cosa accade.
Solo così si può imparare a localizzare e concentrare il lavoro muscolare, evitando le tensioni inutili, ma non si tratta di una semplice ‘efficientazione’ energetica. Nel rilassamento, possiamo attingere a un bacino di energia molto più ampio di quanto la nostra mente possa immaginare. Non è un’affermazione che mi interessi qui giustificare dal punto di vista scientifico: per chi pratica, è un dato di fatto. In effetti, il rilassamento e l’ascolto non possono essere meccanizzati. Non si conseguono semplicemente compiendo una sequenza di posture. Non schiacci un bottone corporeo e ti rilassi. Per rilassarsi occorre porre la massima attenzione e, se si ascolta veramente, nessuna esecuzione è uguale alle precedenti. Si compie ogni gesto per la prima volta, ogni volta.
Proprio per questo, il rilassamento può essere molto ‘faticoso’, per chi non vi è abituato. E, proprio per questo, il rilassamento è la premessa non solo per il lavoro fisico, ma anche per la concentrazione. In conclusione, com’è possibile infortunarsi con lo Yoga, date le premesse indicate sopra? Ma questa risposta potrebbe essere troppo semplice.
La ricerca metafisica e spirituale può degenerare e prendere una deviazione fuorviante che, invece di aiutarci nel riconoscimento del nostro Ego in azione, conduce al potenziamento egoico. Se comprendiamo a fondo di cosa si tratta e “pratichiamo yoga bene”, o almeno proviamo a farlo, lo yoga inevitabilmente farà male. Gli Asana, i Pranayama, i Badha, le Mudra, la Meditazione se praticati in sicurezza e con attenzione possono diventare un laboratorio di ascolto in cui coltivare la propria interiorità e il proprio vissuto emotivo.
Lo Yoga è un metodo potente, una antropotecnica trasformativa di grande impatto personale e sociale. Si fa presto a dire yoga. Quante volte abbiamo sentito persone over 50, magari digiune di qualsiasi attività sportiva e con gli acciacchi dell’età, ripetere come automi il consiglio del medico di base: «Non stia sempre sul divano, faccia un po’ di movimento, magari si iscriva a un corso di yoga».