Dimensione del carisma e della spiritualità della congregazione Figlie della Misericordia del TOR di San Francesco

La Fondazione del Carisma è la relazione interiore con Dio, presente nella consacrata in forza della grazia santificante ricevuta con il sacramento del Battesimo, come creatore, redentore e sposo. Una relazione totalizzante per cui la Figlia di San Giuseppe è di Dio, sempre di Dio, tutta di Dio. Oh! Quanto deve fare compassione un’anima in peccato! Pensate che è tanta la sua infelicità che Dio stesso, oltraggiato dal peccato, tuttavia ne ha compassione infinita. E per questa compassione che ne sente, mandò già il suo divin Figlio a patire e a morire su una croce per salvare i peccatori; per questa divina compassione si continua ad offrire Gesù Cristo vittima sull’altare; per questa compassione è istituita la Chiesa a suscitare ministri della Chiesa che continuino l’opera di Gesù Cristo. Ed è anche questa compassione divina verso i peccatori che dà la vocazione ad alcune anime elette di consacrarsi a servire Dio con una vita di imitazione più perfetta di Gesù Cristo, per entrare con la preghiera e con le buone opere nelle sacre piaghe di Gesù, e farne piovere in abbondanza sulle anime il preziosissimo sangue per la loro conversione e salute.

Nella scelta del nome: Figlie di San Giuseppe il Padre Fondatore Ven. P. F.Prinetti ha voluto indicare i tratti della spiritualità dell’istituto. Come I figli ricevono l’eredità del padre e in termini di identità personale e sociale rappresentano la continuità di una stirpe, le Figlie di san Giuseppe ricevono in eredità da loro Padre San Giuseppe il suo modo di essere e di vivere che costituiscono i tratti della spiritualità dell’Istituto. “Io desidero che vi ricordiate che San Giuseppe è vostro modello nel servire Gesù e Maria, e li servì nel silenzio, nella preghiera e nel lavoro. Il mondo doveva ignorare il grande mistero finchè Gesù fosse uscito a predicare:e San Giuseppe tace,e vive oscuro e ignorato nella sua bottega. Ma era con Gesù e Maria! E viveva unito a Dio con la più continua preghiera, quasi dimenticando la terra per quel nuovo paradiso.”

La natura della nostra Congregazione si compendia nel concetto di “fraternità francescana”, attuata nello spirito di una famiglia, nella quale ciascuno, secondo i doni ricevuti dal Signore, mette in comune la sua testimonianza e la sua operosità. Nella natura della Congregazione si coniugano gli atteggiamenti di conversione e penitenza francescane, a cui il venerato Fondatore iniziò le prime ragazze raccolte; parimenti, in questa tensione morale cerchiamo di essere segno di riconciliazione e di recupero per i fratelli e le sorelle più deboli e a rischio nella temperie umana. Per questo ci disponiamo ad un naturale atteggiamento di accoglienza e di recupero educativo attraverso la scuola, le case famiglia, l’assistenza alle nuove povertà morali e sociali, nello spirito del Fondatore, che, attraverso il recupero di ragazze e orfane abbandonate o sfruttate, si posesse, come un nuovo Francesco, dinanzi alle sfide umane e morali del suo tempo.

Il Fondatore da Roma sospinse le sue figlie nei difficili territori dell’Italia meridionale, generandole a quell’ansia missionaria, distintiva di ogni cristiano, e dei francescani in particolare. Anche noi, dietro questo esempio, in un mondo reso più piccolo dai mezzi di comunicazione, ci affacciamo oltre le nostre frontiere, dove siamo chiamate a testimoniare il nostro carisma. La nostra natura di Suore Francescane, dal 1902 è contrassegnata da particolare attenzione e devozione al Sacro Cuore di Gesù e al Cuore Immacolato di Maria, elementi spirituali fortemente presenti nella tradizione spirituale francescana. Il lavoro manuale, pastorale, intellettuale, speciali mansioni nel campo educativo costituiscono lo sfondo per una vita domestica intonata alla fraternità e alla condivisione; in modo che, mentre formiamo e riabilitiamo noi stesse con il lavoro, possiamo rendere una chiara e amorevole testimonianza di riconciliazione divina, ecclesiale e sociale.

Il carisma di un fondatore, di una fondatrice, è sempre profondamente agganciato alle vicende stesse della loro vita; è attraverso lo studio e la riflessione su queste vicende che si percepisce e si fa chiara l’eredità che essi hanno voluto lasciare alla propria famiglia religiosa. Amore alla povertà, non alla miseria; le Fondatrici insegnavano che la miseria che porta l’uomo a diventare miserabile va combattuta con il recupero della propria dignità attraverso il lavoro, lo studio, la fatica. Alla base della loro vita di attività c’era una grande preghiera, silenziosa, costante, nascosta. Pregavano in chiesa, ma pregavano anche lavorando, camminando per la città.

Se dovessimo definire le linee costanti della loro fisionomia spirituale, che costituisce l’eredità che hanno trasmesso alle loro figlie, dobbiamo dire che si distinguevano per la devozione al SS. La lettera inviata dalla Venerabile Madre Giustina al vicario moniale di Tortona il 30 agosto 1869 rivela molto bene la sua premura perché nell’Oratorio della Casa, oltre alla Messa quotidiana e alla possibilità di amministrare il sacramento della Confessione, sia possibile dare la benedizione con il SS. Le due Suore avevano una fiducia granitica nella Divina Provvidenza, anche quando tutte le strade sembravano chiudersi; non perdevano mai il loro coraggio, la determinazione a rincominciare nel loro servizio di amore e di accoglienza. Umiltà e silenzio le hanno contraddistinte; infatti, non hanno mai cercato di far brillare il loro Istituto aprendo opere grandiose; ne dà testimonianza il termine con il quale definiscono la loro fondazione: “povero Istituto Schiapparoli” o “povero Istituto delle Figlie Derelitte”.

Non hanno neppure potuto costruire una sede propria; in perfetta sintonia con la loro scelta di umiltà e di servizio, hanno mantenuto la divisa religiosa indossata a Pavia ed hanno continuato ad osservare il primo Regolamento di quella casa; per loro andava bene perché metteva al primo posto l’accoglienza ed il servizio alle bambine povere ed abbandonate. “Lo spirito che la anima è di fiducioso abbandono alla Divina Provvidenza, in semplicità e umiltà di vita a servizio dei fratelli. La Suora dalla preghiera attinge quei lumi e quelle grazie che rendono efficace il contatto con i fratelli, con il lavoro assiduo testimonia la sua povertà e offre il suo contributo alla paternità provvida di Dio. Realizza così il suo motto: Ora et Labora.”

La nostra Spiritualità e il nostro Carisma, squisitamente francescano, trovano nell’ideale del poverello d’Assisi e di santa Chiara, la piena realizzazione delle aspirazioni spirituali, riassunte nelle caratteristiche proprie del Cristianesimo: adesione al Santo Vangelo, amore generoso verso Dio, devozione all’umanità di Cristo, in particolare all’Incarnazione e Passione, al Nome Santissimo di Gesù, devozione all’Eucarestia, e devozione alla Vergine nel mistero dell’Annunciazione. L’amore verso Dio viene di conseguenza sigillato verso il prossimo, specialmente verso i più deboli. Il Fine speciale e il Carisma della nostra Congregazione si realizzano oggi con la fedeltà ai momenti di preghiera, l’amore che ci unisce a Cristo fratello, il lavoro permeato di fede, la serena accettazione della volontà divina, la costante meditazione della parola di Dio, la conduzione di scuole, Case di Accoglienza per minori e anziani, centri di formazione catechistica, Missioni anche all’estero, con particolare attenzione ai poveri e agli ultimi.

Il lavoro manuale, pastorale, intellettuale costituiscono lo sfondo per una vita intonata alla fraternità e alla condivisione. Ogni religiosa incarna il carisma nel più intimo della sua anima, sentendosene responsabile e guarda alla Congregazione come alla propria famiglia, ai membri come ai propri fratelli, come alla propria storia e alla propria tradizione, intese come sostegno per il presente e guida per il futuro.

  1. Spiritualità e carisma della congregazione
  2. Carisma comune e personale

La Spiritualità della congregazione è fondata sulla spiritualità francescana, presente sin dall’inizio nelle nostre Costituzioni: “Lo spirito della Congregazione è: l’amore verso Dio e verso il prossimo…”. La nostra spiritualità che sgorga dal carisma si incentra in Gesù Figlio prediletto del Padre, Incarnato, Crocifisso, Risorto ed Eucaristico e vuole promuovere la sua regalità e l'amore al suo Cuore divino (n° 5). Rendiamo gloria al Signore pregando il Breviario del Popolo di Dio, meditiamo quotidianamente la Parola di Dio e coltiviamo la vita sacramentale sul nostro cammino di conversione e santità che la nostra Fondatrice ci ha lasciato quale principale obiettivo della nostra vita consacrata. Svolgiamo i rinnovamenti spirituali annuali e mensili, veneriamo la beata Vergine Maria e i patroni celesti della nostra Congregazione: san Giuseppe, san Francesco, santa Chiara e santa Teresa di Gesù Bambino. Senza una sana spiritualità non c’è vita feconda né carisma vivo. (Vita consecrata n° 39).

La profonda fede nella paternità di Dio, la nostra obbedienza al Vangelo e l’osservanza dei consigli evangelici sono gli aspetti prioritari della nostra spiritualità in comunione con la Chiesa e con la missione. Il carisma è una realtà dinamica, non statica, e si realizza nel prossimo in comunione con Dio. Il nostro carisma è dunque una chiamata a cooperare con la misericordia del Padre nelle opere educative, parrocchiali, sanitarie e sociali, attentive ai segni dei tempi (Const. n° 6).

Carisma comune e persona

Interminabile è la riflessione sul modo in cui una Congregazione nasce dall’unione intima con la Chiesa e come il carisma si esprima attraverso una varietà di vocazioni e culture. Una vocazione carismatica non è chiusa; è dinamica e universale, capace di attraversare frontiere ecclesiali e confessionali. Paolo ricorda che a ciascuno è data una manifestazione dello Spirito per il bene comune (1 Cor 12, 7).

L’idea di una universalità dei carismi richiede discernimento e sottomissione all’autorità della gerarchia ecclesiale. La tradizione mostra come i carismi possano trascendere confini geografici e culturali, aprendo vie di comunione tra Chiese diverse e movimenti laicali. Il movimento di Chiara Lubich e i carismi moderni mostrano come la conoscenza condivisa del carisma possa rinvigorire la vita cristiana universale, offrendo modelli di collaborazione tra consacrati, consacrate, laici e gruppi ecclesiali.

In conclusione, la spiritualità francescana e il carisma della congregazione si configurano come una dinamica viva: comunità che si apre alle culture, sostiene l’unità della Chiesa e testimonia la misericordia del Padre nel mondo contemporaneo attraverso opere di educazione, assistenza ai poveri, missioni e promozione umana.

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Carisma di Distinguere gli Spiriti: Cos'è e Come Coltivarlo nella Tua Vita Spirituale

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