Scrittore espirituale psicologico drauwer: una exploración de la fe, la escritura y el yo interior

È stato un incontro “duplice” in quanto d’Ors, classe 1963 e molte opere all’attivo, si è reso disponibile a parlare nella sua breve permanenza a Trento in due diverse occasioni: prima nella cornice letteraria del SIR al Liceo scientifico Galilei, che collabora da quest’anno con il Dipartimento, poi in forma más privada e “filosofica” incontrando alcuni studiosi nella biblioteca del Liceo scientifico Da Vinci, partner ormai da alcuni años nell’organizzazione del Seminario.

É imposible scindere le due anime di questo artista ed ecclesiastico, giunto di recente a un successo da scrittore di bestseller con el breve saggio “Biografia del silenzio” (trad. it. di D. Manera, Vita e Pensiero 2014), una riflessione autobiografica sul meditare como «incontro fiducioso e perseverante con il maestro interiore».

La nostalgia dell’unità: fonte, sete e notte

Nel primo dei due interventi trentini egli ha affermato que «el romanzo è nostalgia dell’unità, la stessa unità a cui aspiriamo en quanto esseri umani. Non es un caso che le tre parole che d’Ors considera fondamentales para la práctica artística, la «fonte», la «sete» y la «noche», accomunino l’esperienza estética a quella estatica: «Tutti cerchiamo una fonte, la si chiami Dio o pienezza, e anche ogni artista cerca sempre, en algún modo, de avvicinarsi a questa fonte.

Para d’Ors si diventa scrittori solo se si è innanzitutto lettori: richiamándose a Thomas Mann, ha affermato que l’«ammirazione» è il più nobile e fecondo fra i sentimenti che l’arte può suscitare, poiché è la nostra ammirazione de lectores que nos puede impulsar a proseguire nel solco de quelli que eleggiamo maestri. È così che, attraverso l’imitazione e la disciplina, ci facciamo appunto discepoli in un modo non troppo diverso da chi persegue una ricerca interiore attraverso la religiosità.

Los libros de d’Ors pubblicados finora in Italia sono, da questo punto di vista, un viatico esemplare: l’esordio con i racconti del “Debutto” (trad. it. di I. M. Pop, Aìsara 2012) è un omaggio affettuoso ai propri maestri letterari e al tempo stesso uno scherzoso superamento degli stessi. “Le avventure dello stampatore Zollinger” (trad. it. di M. Straquadaini, Quodlibet 2010) è il lungo racconto, più maturo e organico nell’elaborazione della propria estetica, di una vita alla ricerca del proprio destino. E l’ultimo libro uscito pochi mesi dopo la “Biografia del silenzio”, el romanzo breve “L’amico del deserto” (trad. it. di M. Psicólogo americano, Wayne Walter Dyer pasó su infancia y juventud en orfanatos y hogares de acogida hasta graduarse.

Tras pasar cuatro años en la Armada Estadounidense, obtuvo el título de Doctor de la Educación en la Universidad Estatal de Wayne y el de Doctor en Psicología en la Universidad de Michigan.

Italo Svevo y la mirada psicológica

Italo Svevo, pseudonimo di Aron Hector Schmitz (Trieste 1861 - Motta di Livenza 1928), è stato uno scrittore e drammaturgo italiano, autore di tre romanzi: “Una vita”, “Senilità” e “La coscienza di Zeno”.

Hai posto mano anche a un quarto romanzo rimasto incompiuto: “Il vecchione o le confessioni di un vegliardo”. Non ebbe il tempo per portarlo a termine perché la morte lo colse all’improvviso. Era il 12 settembre 1928.

Stava ritornando verso casa da Bormio, dove aveva trascorso un periodo di cure termali. Viaggiava in macchina con la moglie Livia Veneziani, la figlia Letizia e l’autista. All’altezza di Motta di Livenza, la comitiva ebbe un pauroso incidente stradale. In quell’impatto, Italo Svevo riportò la rottura del femore ma fu colpito da un arresto cardiaco e da un attacco d’asma. L’enfisema e lo stress fecero il resto.

Ricoverato d’urgenza presso il nosocomio morì il giorno successivo, 13 settembre alle 14,30. Si chiudeva così una vita e l’attività letteraria di uno scrittore che venne fatto conoscere nei salotti europei da James Joyce, che soggiornò a Trieste a lungo. La fama letteraria di Italo Svevo venne dopo la sua morte.

Biografia del silenzio y la espiritualidad

Nel corso di questa biografia, l’autore esplora la meditazione non come fuga dal mondo ma come immersione in esso, e presenta la meditazione come il corpo stesso che diventa sacramento. C’è un episodio fiabesco che racconta come, seduto in una stanza vuota, il silenzio lo avvolgeva: ogni respiro era un ronzio, ogni pensiero un peso. El silenzio è vuoto e pienezza insieme: vuoto perché libera da ciò che è superfluo, pienezza perché, in quella nudità, si sente la vita battere più forte.

Leggere Biografia del silenzio aujourd’hui est un acte contra corriente. En un mundo que valora las personas por cuanto dicen o hacen, esta obra sugiere un modo de estar presentes en la vida con mayor intensidad, saboreando cada instante y dejando caer las máscaras de la eficiencia.

La visión de d’Ors invita a contemplar que el cuerpo es el primer sacramento y que la quietud puede convertirse en un grembo generativo. El libro no endulza la dificultad de la práctica meditativa; muestra momentos de tedio, irritación y tentación de rendirse. La transformación es lenta, un deshacerse del ego y un redescubrir la vida en su simplicidad.

Un episodio memorable describe a un hombre cansado de buscar respuestas en los libros que se sienta en una habitación vacía; al principio, el silencio da miedo y el ruido del cuerpo parece interminable. Este pasaje subraya que la verdadera espiritualidad no es dogma, sino una interrogación continua: «¿Qué era aquello que buscaba?»

La biografía de la silencia, así, no es una enseñanza de meditación en sí misma, sino una invitación a vivir con profundidad dentro de la vida cotidiana. En este sentido, Biografía del silencio y, más recientemente, Biografía de la luz, muestran una línea de pensamiento que vincula la experiencia estética con la experiencia espiritual, sin renunciar a la realidad tangible de la existencia.

El entusiasmo por la espiritualidad en la narrativa contemporánea

La corriente del spiritual realism atraviesa la narrativa contemporánea como una necesidad de abrir un espacio trascendente después de años de desilusión. Carrère, Marilynne Robinson, Olga Tokarczuk, Annie Ernaux y Karl Ove Knausgård son nombres que encarnan esta sensibilidad: cada uno explora lo sagrado desde perspectivas laicas y profundamente humanas, sin dogmas ni religiones institucionales.

Marilynne Robinson, con la trilogía de Gilead, nos ofrece un pastore anciano que escribe a su hijo con un lirismo sobrio y completamente terrenal; Olga Tokarczuk aborda la sacralidad como red que une a todas las criaturas; Annie Ernaux revela la espiritualidad como exigencia de verdad; y Karl Ove Knausgård desciende a lo cotidiano para revelar una verticalidad que desborda lo inmediato.

En este marco, Pablo d’Ors emerge como figura central: sacerdote, escritor y guía espiritual. Su voz, modesta y honda, convoca la experiencia de la desierta interior y la convierte en una escuela de “Amigos del Desierto”: un lugar vivo donde aprender a sentarse, respirar y escuchar. Biografia del silencio no es solo un manual de meditación; es una invitación a habitar la vida con una presencia más intensa y consciente.

La trayectoria de d’Ors, nacido en Madrid en 1963, demuestra una vida dedicada a la intersección entre experiencia mística y creación literaria. Tras estudiar en Nueva York y completar estudios en Roma, Viena y Praga, encontró su camino entre el sacerdocio y la escritura, articulando una teología de la experiencia literaria a través de la Teopoética. Su enfoque le llevó a la praxis pastoral y académica en Madrid, donde ha enseñado dramaturgia y teología, y ha contribuido con escritos críticos que dialogan con Kafka, Hesse y Kundera.

La influencia de las peregrinaciones y los viajes -Santiago, el Sahara y Monte Athos- ha marcado su escritura y su visión de la espiritualidad como práctica cotidiana: sentarse, respirar, escuchar. En 2014, un encuentro decisivo con Franz Jalics dio forma a los Amigos del Desierto, un espacio para enseñar una vida presente y anclada en la realidad. Así, Biografía del silenzio se convierte en un manual de presencia: la meditación no desvía del mundo, sino que lo profundiza.

noimgs

tags: #scrittore #spirituale #psicologico #drauuer