Escritura automática y reencarnación: entre ciencia, misterio y creatividad

Scusa, ma che cos’è la scrittura automatica? Succede spesso che ai corsi di formazione - sia che stia trattando la scrittura creativa, sia che il tema riguardi la scrittura terapeutica - i partecipanti mi pongano questa domanda. Sono molte le persone incuriosite da questa forma di scrittura. Devo confessare che anch’io ne sono stata affascinata per un certo tempo e ho cercato di scandagliare la pratica accorgendomi che, come sempre, bisogna riconoscere diversi aspetti e varie realtà di una tematica come questa: non può presentare un’unica definizione e non può essere valutata da un punto di vista esclusivo.

Che cosa è la scrittura automatica?

La scrittura automatica è anche una tecnica creativa che coinvolge la produzione di testi senza inibizioni o auto-censura. Si scrive senza preoccuparsi di regole, grammatica, sintassi o punteggiatura. È un processo che incoraggia la libera espressione di pensieri e idee, permettendo di accedere a strati più profondi della mente e di scoprire connessioni inaspettate tra concetti. In questo caso - a parere mio - sarebbe meglio parlare di scrittura libera.

La definizione che ne viene data è quella di scrittura sotto dettatura, in cui la persona che scrive diventa una sorta di canale, strumento di “altre fonti di comunicazione”. Ci si pone di fronte a un foglio di carta, con penna in mano e si attende che la mano - in modo automatico, quindi indipendente dalla volontà - scriva. In genere chi scrive è una o un medium.

Si tratta di scrittura soprannaturale? Il parere del CICAP. Il CICAP è il Comitato Italiano per il Controllo delle Affermazioni sulle Pseudoscienze, “è un’associazione educativa di promozione sociale, che promuove un’indagine critica nei confronti delle pseudoscienze, del paranormale, dei misteri e dell’insolito con l’obiettivo di diffondere la mentalità scientifica e lo spirito critico”.

La spiegazione del fenomeno - secondo il CICAP - è possibile senza bisogno di tirare in ballo entità ultraterrene. Gli psicologi interpretano la scrittura automatica nell’ambito dei cosiddetti automatismi. Gli automatismi sono particolari comportamenti guidati da associazioni inconsce. Ad esempio, un guidatore esperto compie tutti i gesti necessari alla guida in modo automatico e senza doverci pensare. La scrittura automatica può essere considerata un automatismo in cui il soggetto scrive ciò che il suo inconscio gli suggerisce, senza esserne consapevole.

Prospettive diverse sulla scrittura automatica

La parapsicologia, invece, individua nella scrittura automatica un vero e proprio canale di comunicazione con i propri cari defunti e con altri personaggi trascorsi. Non ci sono prove che le informazioni vadano oltre la conoscenza dell’autore, ma ci sono stati casi difficili da spiegare. Il medium brasiliano Chico Xavier è stato citato come esempio di produzione medianica attraverso la scrittura automatica, con oltre 400 libri.

Jack Kerouac e la scrittura automatica hanno alimentato una visione surrealista: secondo alcuni, la tecnica è diventata popolare grazie ai beat degli anni ’50; la scrittura in trance picchietta il subconscio e permette di piegare immagini e linguaggio ai capricci, ma non necessariamente produce testi compiuti. Alcuni critici ritengono che la scrittura automatica possa essere una fonte d’ispirazione, ma non una tecnica di creazione definitiva.

La scrittura automatica surrealista è stata associata all’origine del surrealismo: André Breton la definì come automatismo psichico puro, finalizzato a esprimere il funzionamento reale del pensiero. Tuttavia, i testi prodotti spesso necessitavano di essere rivisti o editati, e Breton stesso la considerò una sfortuna continua.

Esercizi pratici

Esercizio del flusso di coscienza: scrivi a mano, per 10-15 minuti, senza interromperti, senza giudicare grammatica o coerenza. Lascia che le parole fluiscano e, al termine, lascia decantare la scrittura e rivedila successivamente. Prendi nota di temi ricorrenti e connessioni possibili per sviluppi successivi.

Esercizio delle parole chiave: inizia con una parola o una breve frase e comporrai una lista di parole o frasi correlate senza giudizio interno. Scegli una parola ispiratrice e sviluppa una breve storia, poema o descrizione guidata da quella parola. Infine, rifletti sul processo e su come la parola chiave ha influenzato la scrittura.

Scrittura automatica, intelligenza artificiale e coscienza

Nell’era digitale, la scrittura automatica trova nuove strade grazie ai software di generazione di testo assistita dall’intelligenza artificiale. Questi strumenti offrono suggerimenti e completamenti di frasi, contribuendo a un flusso di scrittura più fluido. È chiaro che la scrittura automatica non è pensata per produrre un lavoro finito o coerente, ma come punto di partenza per idee e trame che possono essere riorganizzate e affinante.

La coscienza sopravvive alla morte del corpo? Esperienze di premorte, presunti messaggi dall’aldilà, reincarnazione e stati alterati di coscienza vengono spesso portati come indizi a favore di una “mente immortale”. Secondo la visione di Laszlo e Peake, potrebbero esistere molteplici indizi, ma la scienza moderna richiede prove osservabili e verificabili. Le esperienze di premorte (NDE) includono uscite dall corpo, tunnel e incontri con persone care o “un essere luminoso”. La neuroscienza propone spiegazioni alternative legate allo stress, all’ipossia e al rilascio di neurotrasmettitori. Alcune culture hanno visto trasmissioni attraverso transcomunicazione strumentale: radio, TV, telefono, computer, e anche casi come quello di Agostino Gemelli con registrazioni di voci durante difficoltà musicali.

La reincarnazione è una convinzione molto diffusa in certe tradizioni orientali e teosofiche, sostenuta da casi riportati, ma la dottrina cristiana e tomistica la considera inconciliabile con l’idea di un’anima unica. La psicologia spiega spesso i cosiddetti ricordi di vite precedenti tramite suggestione, ricostruzione della memoria e contesto, mentre la scienza non fornisce prove definitive. Le testimonianze raccolte da Laszlo e Peake rientrano nel campo delle interpretazioni e delle testimonianze soggettive, non in una prova empirica. Rimane sempre aperta la domanda su cosa sia la coscienza: una mente immortale o una funzione emergente del cervello in condizioni estreme.

No. I presunti ricordi di vite precedenti non costituiscono una prova scientifica. Le “voci” registrate su nastri o dispositivi elettronici sono generalmente ricondotte a interferenze, rumori casuali e pareidolia. La scienza lavora su ciò che può essere osservato, misurato e verificato; non può dimostrare né smentire definitivamente l’esistenza di un’anima immortale, ma neanche escluderla del tutto. Esperienze di premorte, medium, reincarnazione e transcomunicazione sono fenomeni affascinanti che alimentano da secoli la speranza in una mente immortale. Il libro di Laszlo e Peake li raccoglie come indizi a favore di una coscienza che sopravvive al corpo, ma resta a livello di testimonianze e interpretazioni. La posizione più onesta è quella indicata dagli stessi autori: la scienza non prova né smentisce l’esistenza dell’anima.

  1. É certo che la scrittura automatica sia una manifestazione complessa che attraversa psicologia, parapsicologia e psichiatria.
  2. Esistono strumenti moderni che coadiuvano il flusso di scrittura, senza trasformarla necessariamente in un testo finito.
  3. La questione della coscienza dopo la morte resta aperta e soggetta a interpretazioni diverse tra scienza, filosofia e spiritualità.
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