Dal silenzio lontano delle grotte himalayane, lo yoga è diventato un fenomeno globale che vale miliardi di dollari e coinvolge centinaia di milioni di praticanti in tutto il mondo. Non è una moda destinata a scomparire: aziende di medie dimensioni chiedono sempre più spesso di introdurre lo yoga in azienda per dipendenti e clienti top, puntando non solo al benessere fisico ma al benessere psicofisico che influisce sull’umore e sull’ambiente lavorativo.
Il 21 giugno è stato dichiarato Giorno internazionale dello Yoga dall’Assemblea Generale delle Nazioni Unite, su iniziativa del premier indiano Narendra Modi, rafforzando la visibilità della pratica come fenomeno globale e come linguaggio utile nel contesto del business. In questo contesto, lo yoga non è più riservato a una cerchia di adepti: è una pratica che si insinua nelle dinamiche aziendali e nelle strategie di leadership.
Lo yoga come strumento di gestione dello stress e di efficienza
«Il grande tema è la gestione dello stress», spiega Andrea Serena, con esperienze con clienti importanti. «Lo stress incide tanto sulla vita delle persone e sui costi per l’azienda in termini di assenze, malattie, burnout, peggioramento delle relazioni tra le persone».
Nei suoi corsi, tra Milano e Venezia, propone posture, pranayama e meditazione, con l’obiettivo di ridurre le tensioni, rafforzare il corpo, potenziare la volontà e aprire la persona a dimensioni legate all’intuizione. «Le persone si sentono meglio e dichiarano di lavorare meglio - aggiunge Serena - mentre per le aziende è un vero e proprio investimento».
Oltre al beneficio diretto per la salute, lo yoga può offrire valori intangibili utili al contesto aziendale, come testimonia Niccolò Branca, presidente dell’omonima azienda, che offre la pratica ai propri collaboratori per coltivare e sviluppare l’auto-consapevolezza. Il libro di Branca racconta come la meditazione abbia cambiato lui e l’azienda.
Comunità, valore della pratica e sviluppo delle soft skills
Un valore fondamentale è il senso di comunità: praticare assieme è il valore del sangha, la comunità di pratica, che crea un sentimento di appartenenza da cui anche l’azienda trae beneficio. Inoltre, lo yoga aiuta a sviluppare soft skills utili nelle imprese, come l’osservazione e l’ascolto, utili per comprendere meglio le situazioni e migliorare la gestione delle relazioni interne.
«Con Banca Intesa abbiamo lavorato con alti livelli manageriali per sviluppare l’attitudine all’osservazione e all’ascolto, molto utile per comprendere le situazioni», ricorda Serena. Gli ambiti di applicazione dello yoga in azienda sono vasti: dalla riduzione dello stress al miglioramento della resilienza, fino all’aumento della motivazione e della coesione tra team.
Yoga e coscienza di percorso
Gli insegnamenti non si limitano alle posture fisiche (asane), ma includono pranayama e meditazione come strumenti di consapevolezza. «La pratica non è fine a se stessa, ma strumento di un percorso di consapevolezza» sottolinea l’organizzatrice del Yoga Festival, Giulia Borioli. L’evento, che quest’anno propone la traccia «Conosci te stesso», richiama l’attenzione sul valore etico e culturale della disciplina contro la deriva commerciale del selfie e delle certificazioni brevi.
Il contesto aziendale vede uno sviluppo di programmi di yoga mirati al benessere totale dell’individuo, con ricadute positive sul clima aziendale e sulla produttività. «Le persone si sentono meglio e dichiarano di lavorare meglio» commenta una delle protagoniste, evidenziando che la pratica è vista come un investimento concreto per le imprese.
Conclusioni operative per chi considera di iscriversi a un corso
Se stai valutando di fare un corso di yoga, puoi aspettarti benefici concreti: gestione migliore dello stress, aumento della consapevolezza corporea, miglioramento della respirazione e potenziamento delle capacità cognitive durante la giornata lavorativa. Considera anche l’opportunità di partecipare a sessioni di gruppo che rafforzano la coesione del team e creano un senso di comunità.
