El deseo como motor de la vida: entre filosofía, ciencia y cultura en el festival de Seminare Idee

Spesso ridotto a capriccio, a godimento immediato o a impulso irrazionale, il desiderio è in realtà ciò che muove la vita. Non a caso è la parola chiave della psicoanalisi, che lo considera una forza inarrestabile che attraversa l’esistenza e la apre al possibile. Venerdì 5 giugno, sul palco del Teatro Politeama Pratese, Massimo Recalcati inaugurerà il festival con la lectio Il volto del desiderio. Per lo psicoanalista il desiderio assume una declinazione etica: non è inteso in opposizione alla Legge, ma è assunto esso stesso come Legge. Il più grande insegnamento della psicoanalisi è che la Legge non è nemica del desiderio ma ne rappresenta il suo fondamento più radicale, perché è solo assumendo la propria vocazione come un dovere che la vita può essere generativa.

A chiudere il festival sarà Occhi al cielo, la lectio che Amalia Ercoli Finzi - pioniera dell’ingegneria aeronautica e figura simbolo della scienza italiana - terrà al Chiostro di San Domenico la sera di domenica 7 giugno. Iscritta all’università nel 1956, l’anno dello Sputnik, e laureata nel 1961, quando Yuri Gagarin volava nello spazio, ha avuto da sempre le stelle nel suo destino. Conosciuta come «la signora delle comete», Ercoli Finzi racconta il cosmo con uno sguardo che unisce rigore scientifico e meraviglia, trasformando anche i fenomeni più complessi in narrazioni profondamente umane.

AL CUORE DEL DESIDERIO: FILOSOFIA E COSCIENZAMa che cos’è, davvero, il desiderio? In che modo è definito dal pensiero antico e contemporaneo? Secondo Pietro Del Soldà, filosofo, autore e conduttore radiofonico, quando sono autentici il desiderio e l’amore ci spingono verso ciò che ci manca, ma non per possederlo o dominarlo. Nell’incontro Amore è libertà Del Soldà traccia un viaggio tra filosofia e letteratura indagando i punti critici della nostra vita di soggetti desideranti: il maschilismo, la dipendenza, il narcisismo. Il filosofo Maurizio Ferraris riflette sul destino del desiderio a partire da una domanda centrale: l’Eros è in agonia, o ha semplicemente cambiato forma? Se c’è una cosa che non ci abbandona mai, è proprio il desiderio, spiega Ferraris nell’incontro L’Eros (non) è morto. Anche nell’epoca delle piattaforme digitali, che sembrano saturare ogni attesa con una risposta immediata, il desiderio non scompare, si riorganizza. Finché c’è un corpo che si espone al mondo, c’è un’anima che desidera.

Per il fisico Federico Faggin il desiderio non è un semplice impulso biologico, ma una dimensione profonda della coscienza: insieme al volere, orienta le nostre azioni e dà forma a ciò che siamo e a ciò che possiamo diventare. La coscienza è ciò che dà coerenza e unità all’esperienza, una proprietà che Faggin riconduce alla dimensione quantistica della realtà. È proprio questa dimensione a distinguere l’essere umano dalle macchine, che possono calcolare e imitare, ma non possiedono coscienza, né volere, né desiderio.

IL DESIDERIO SI RACCONTA: STORIE E LETTERATURAOgni storia nasce da un desiderio rinviato, negato o disatteso, che alimenta una tensione continua tra chi scrive e chi legge. Lo scrittore Paolo Di Paolo nella conferenza Il romanzo? Una macchina dei desideri esplora il legame tra scrittura e desiderio a partire dal grande romanzo del diciannovesimo secolo: da Manzoni, a Balzac, a Flaubert. In letteratura il desiderio contribuisce a plasmare l’immaginario collettivo. Lo dimostra Cleopatra, una delle figure più raccontate - e fraintese - della storia. Tutti la conosciamo soprattutto attraverso il ritratto che ne fa Shakespeare: una seduttrice, non più giovane, coinvolta nelle complesse dinamiche politiche dell’amore. Anche la narrazione dei personaggi maschili ha contribuito, nel tempo, a consolidare modelli, ruoli e aspettative.

Nel monologo, Dall’Innominato al Bell’Antonio: i maschi di carta, lo sceneggiatore e Premio Strega Francesco Piccolo rilegge tredici capolavori letterari che, con i loro protagonisti, hanno fondato il mito della maschilità e legittimato la cultura virile. In Chiara, il suo ultimo romanzo, la scrittrice Antonella Lattanzi interroga una forza che attraversa i corpi e le vite come una corrente elettrica: il desiderio di essere amati, di appartenere, ma, soprattutto, di essere visti. Attraverso la storia di Chiara e Marianna il desiderio si rivela insieme motore e abisso: energia che spinge a scegliere e disobbedire, ma anche vertigine che confonde. Anche per Nadeesha Uyangoda, scrittrice italofona nata in Sri Lanka, il desiderio è appartenenza, bisogno di riconoscersi in un Paese, in una lingua, in una storia. Nell’incontro Lontano da casa, vicino al cuore riflette sul significato del concetto di “casa” a partire dal suo ultimo romanzo Acqua sporca, candidato al Premio Strega: un affresco familiare al femminile, in cui più che un approdo definitivo, la casa è una tensione irrisolta, che continua a chiamare anche quando ormai si vive lontano.

DESIDERI IN VERSILeggere e scrivere condividono un desiderio: intensificare la vita. In Chi semina libri, fa nascere parole, la poetessa Antonella Anedda, ispirandosi a La Semaison (La Semina) di Philippe Jaccottet, si sofferma sul desiderio che ci spinge alla lettura. Come i semi affidati al vento possono far nascere piante inattese, così le parole generano sempre qualcosa di nuovo. La parola poetica è anche giocosa invenzione. Il festival accoglie i poetry slammer Filippo Capobianco (campione mondiale di Poetry Slam) e Martina Lauretta che, in Una bufala sotto le stelle, portano in scena, con ironia, il rapporto tra linguaggio, immaginazione e realtà. Sul palco la poesia costruisce immagini capaci di modificare il nostro sguardo sul mondo, fino a suggerire che la realtà stessa, a volte, nasce proprio da ciò che scegliamo di raccontare. In una performance incalzante, gli artisti avranno tre minuti, non un secondo di più, per conquistare il favore del pubblico: nessuna musica, nessuna scenografia, solo voce, corpo e verità.

IL DESIDERIO CHE CI ABITA: SCIENZA, CORPO E RELAZIONEIl desiderio si radica nel corpo, nei suoi limiti, nelle sue possibilità. È su questo terreno che si colloca la conferenza del neuroscienziato Gianvito Martino, Vivere per sempre: il sogno di essere immortali. Tutti gli organismi possiedono un’intrinseca capacità rigenerativa, cioè la possibilità di sostituire parti del corpo lese con copie identiche. La rigenerazione - uno dei campi più antichi della biologia - oggi trova nella medicina rigenerativa la sua applicazione più promettente. Corpo e desiderio sono al centro del nostro rapporto con gli altri. Nel dialogo L’intimità tra performance e relazione, l’andrologo e urologo Nicola Mondaini e Mapi Danna, scrittrice e podcaster, si riferiscono al corpo come un territorio complesso, attraversato da aspettative, fragilità e pressioni culturali. Mondaini indagherà la verità scientifica del desiderio maschile e della sua medicalizzazione, sottolineando come la cultura della prestazione abbia mutato l’intimità in sfida.

IL DESIDERIO OGGI: SOCIETÀ, COSTUME, STILI DI VITAIl desiderio di libertà è forse il più profondo, quello da cui scaturiscono tutti gli altri. E la libertà, le italiane, l’hanno conquistata a pezzi e tardi, quando gli uomini non hanno più potuto fare a meno di riconoscergliela. In 1946-2026: la libertà è ancora un traguardo, la scrittrice e conduttrice televisiva Marianna Aprile ripercorre ottant’anni di storia delle donne in Italia. Ma come stanno oggi quelle libertà che, con tanta fatica, le italiane hanno conquistato? Quella di lavorare, di studiare, di essere retribuite al pari degli uomini, di diventare o non diventare madri, di sciogliere un matrimonio infelice. Viviamo in un tempo di grandi contraddizioni: da un lato l’indifferenza verso le conseguenze - sociali, politiche ed ecologiche - dei nostri comportamenti, dall’altro il tentativo di immaginare un futuro più sostenibile. La stilista Marina Spadafora - ambasciatrice della moda etica nel mondo - si batte da anni per rendere il sistema della moda più giusto ed equilibrato. Dalla moda al cibo con Camilla Baresani, scrittrice e gourmet, che in Desiderio à la carte: perché usciamo fuori a cena racconta l’epopea dei ristoranti e di chi li frequenta. Il desiderio di uscire da casa per mangiare è parte integrante della quotidianità. È un’esperienza gastronomica, estetica, ma soprattutto sociale: vedere e farsi vedere, rendere felici le persone che invitiamo, assaggiare cibi nuovi. Ma quando è iniziato questo desiderio di uscire a mangiare per svago? Come è diventato un desiderio di massa, una forma di intrattenimento collettiva? Di tutti i modi in cui è possibile declinare il desiderio, lo sport ne possiede uno universale: sollevare la Coppa del Mondo, il trofeo più ambito e irraggiungibile, sempre sfuggito a fuoriclasse come Platini, Cruijff, Zico e Cristiano Ronaldo. Ogni quattro anni i grandi del pallone rovesciano in campo sogni, paure, ansie e, alla fine della festa, il calcio non è più lo stesso di prima. In Campioni del mondo! In una società che ci spinge costantemente verso il fare, l’accumulare e il performare, le ragioni della felicità sono spesso orientate all’esterno da noi: successo, soldi, relazioni, riconoscimento. Ma cosa desideriamo davvero? La riflessione di Lama Michel Rinpoche, maestro buddhista tibetano, indica il percorso, intrecciando spiritualità e pratica di vita quotidiana. Ne La felicità, qui e ora, Lama Michel ci invita a rallentare, ad abitare consapevolmente il presente.

IL DESIDERIO IN SCENASarà un caso, ma alcune tra le più belle canzoni di tutti i tempi nascono dal desiderio. Da El día que me quieras di Carlos Gardel a Over the Rainbow di Judy Garland, fino a Wish You Were Here dei Pink Floyd, il desiderio sembra sempre cercare una colonna sonora e, attraversando epoche e generi, dà voce alle emozioni più profonde: può essere il desiderio di un bacio, della persona amata, di un amico perduto, di una vita migliore. Sul palco di Seminare Idee il desiderio si fa sguardo sagace sul presente, sulla società, e su noi stessi. È in questa dimensione che si inserisce l’irresistibile ironia di Valerio Aprea, poliedrico attore di cinema, tv e teatro, protagonista del reading Ridiamoci sopra! Attraverso tre monologhi, raccolti nel libro Il (vero) problema di questo paese, scritto a quattro mani con Makkox, Aprea indaga le diverse declinazioni del desiderio - dell’indispensabile, dell’agognato, del frustrato che è in ognuno di noi. Sarà poi la volta di Luca Bottura, giornalista, autore televisivo e conduttore radiofonico, con la conferenza spettacolo Diario tragicomico di un bambino che sognava la tv, un diario personale e collettivo di come una certa tv ha cambiato la vita dell’autore e quella degli italiani. Bottura, amaro e scanzonato, mette a nudo il suo percorso di autore televisivo con spietatezza e autoironia, raccontando, un episodio dopo l’altro, la perdita dell’innocenza di tutti noi.

Il desiderio in pratica: un workshop di scrittura e una disputa letterariaIl Festival quest’anno si apre anche alla partecipazione diretta del pubblico, chiamato a mettersi in gioco con le parole. Nel workshop La sintassi del desiderio, Guido Bosticco, docente di scrittura creativa, invita i partecipanti a esplorare il potere trasformativo del desiderio attraverso scritture individuali, letture di gruppo, confronti e sperimentazioni.Per partecipare al laboratorio, della durata di tre ore, è necessaria la prenotazione su Eventbrite.L’ora segreta del desiderio è invece il titolo della disputa letteraria dal vivo a cura di Pratosfera, progetto editoriale indipendente: un’arena di storie in cui scrittrici e scrittori in erba saranno chiamati a mettere su carta la propria personale interpretazione del desiderio. Il Festival dedica grande attenzione alle giovani generazioni. Nella sezione Seminare Idee Kids & Teens, a cura della libreria Le Storie della Mippa, non mancheranno, infatti, attività rivolte a bambini e ragazzi (dai 3 ai 14 anni): laboratori di tecnologia a cura di Fondazione Golinelli, di poesia con Chiara Manzan, specializzata nella didattica dell’italiano, e di arte e lettura con Artebambini. E ancora: un workshop di deejay con Luca Piazza, DJ e insegnante, e incontri con Nicoletta Verna, scrittrice, e con l’illustratrice Alice Barberini. Anche quest’anno, un contributo fondamentale alla buona riuscita del Festival sarà quello dato dai volontari, giovani studenti e studentesse delle scuole superiori e universitari che si metteranno in gioco con energia, passione ed entusiasmo.

festival logo e scenografia (designetto)

Caffè e creatività | Promozione dell'agenzia | Migliore agenzia digitale | 2022

In questo modo, il festival intreccia filosofia, scienza, letteratura, musica e pratica artistica per offrire una visione ampia del desiderio come forza orientatrice della vita, capace di unire l’individuo con la comunità e con il mondo.

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