Ejercicios espirituales en Tierra Santa: encuentro profundo con la Pasión, la compasión y la presencia de Dios

Carissimi amici di San Bernardo, di San Giovanni, di San Michele, carissime Consorelle di Sant’Anna, a voi il mio saluto più caro, il mio augurio di una buona Quaresima, ormai quasi al termine, per fare una Santa Pasqua. Un saluto tutto speciale, amichevole, veramente fraterno a don Giovanni, che ancora una volta ha voluto far fare un po’ di penitenza alla propria parrocchia, per cui ha chiesto ancora una volta a questo povero frate di spezzare la Parola con voi. Vi saranno due modalità che useremo quest’anno così particolare: la prima è quello del testo cartaceo (don Giovanni offrirà, al tempo che lui riterrà opportuno, il testo delle meditazioni. Il testo delle meditazioni scritte sarà molto più approfondito e molto più composito, proprio perché lo scritto permette un maggior approfondimento...

La compassione è il tema centrale di questi esercizi: Passio Christi, passio ominis (Pasión de Cristo, pasión de los hombres), un tema che richiama l’ostensione della Sindone e invita a vivere insieme la tribolazione e la prova per sperimentare la promessa di vita che Cristo Gesù mantiene. Ecco, dunque, che i partecipanti sono invitati a crescere in una compassione concreta: patire insieme, abitare insieme la grande prova e condividere la vita, come segno di fraternità.

Il percorso si sviluppa in cinque passi fondamentali: tre specifici della compassione e due che la trasformano in promessa. Il primo passo è la compassione radicale: Gesù mostra il volto misericordioso del Padre e il desiderio sfamato. Nel Vangelo di Marco, capitolo 8, dal versetto 1 al 9, si racconta come Gesù, vedendo la folla, ne abbia compassione perché erano come pecore senza pastori e aveva fame di ascoltare la Parola di Dio.

La consolazione orante, cioè l’intercessione, e la consolazione esistenziale, cioè la compassione di Cristo che diventa la compassione del discepolo, seguono come tappe essenziali. E mentre si legge lentamente il Vangelo, si scopre la bellezza di non affidarsi solo a miracoli spettacolari, ma alla fedeltà quotidiana di Dio. Porre l’attenzione sulle persone che potrebbero venir meno nel cammino della fede è una delle preoccupazioni centrali: giovani, adulti allontanati, e chiunque necessiti di riconnessione con la Comunità.

Gesù invita a nutrire non solo la fame fisica, ma anche la fame di ascolto della Parola: tre giorni trascorsi con Lui sono segnati da una domanda cruciale dei discepoli: «Come riuscire a sfamarli di pane, qui, in un deserto?». La risposta è chiara: non è la mancanza di risorse a decidere, ma la capacità di condividere ciò che è già a disposizione. Ecco dove emerge la logica della condivisione contro l’insufficienza.

Il gesto dell’Eucaristia, presente nell’azione di Gesù che prende i sette pani, grazie a Dio, li spezza e li dà ai discepoli perché li distribuiscano, richiama una liturgia che diventa segno concreto di condivisione: Dio prende ciò che abbiamo, lo benedice e lo trasforma in alimento per tutti. In questa cornice viene proposta una meditazione guidata da testi dei Padri della Chiesa e riferimenti all’esperienza di pellegrinaggio in Terra Santa, con riferimenti all’esercizio della preghiera, alla contemplazione e all’istruzione spirituale.

Durante gli esercizi, si insiste sull’importanza della concretezza, della disponibilità e della condivisione: l’esempio della trasmissione della fede agli adulti, ai giovani, agli ammalati, e l’impegno di animatori e catechisti è centrale. Inoltre, il racconto biblico e le annotazioni su regole spirituali mostrano come la vita spirituale sia alimentata non solo da grandi opere, ma da piccoleAzioni quotidiane, dalla semplicità e dalla fiducia in Dio.

La Terra Santa non è soltanto una meta di pellegrinaggio: è un luogo di incontro con Cristo vivo e risorto. Il viaggio permette di toccare i luoghi della vita di Gesù, di vivere i misteri della sua Incarnazione, Passione e Risurrezione, e di percepire una relazione trasformante con l’umanità di Cristo. In questa cornice, i partecipanti riflettono sull’incontro tra luogo santo e mistero celebrato, trasformando l’esperienza in una feconda testimonianza per la comunità.

Il resoconto dei ritiri e dei capitoli descrive come l’unità nella diversità si manifesti fra i frati, con momenti liturgici intensi nei luoghi santi e una rinnovata comunione ecclesiale. È significativa l’immagine di pellegrinaggio come dono da accogliere: non una perdita di tempo, ma una vocazione al rinnovamento della vita spirituale personale e comunitaria. La Terra Santa è presentata come terra di incontro: un luogo dove la fede diventa tangibile e la fraternità tra sacerdoti si arricchisce di esperienze condivise e dialogo interreligioso.

Infine, l’esempio di san Francesco di Assisi viene citato come maestro del pellegrinaggio e della preghiera, offrendo una traccia per vedere la Terra Santa non solo come meta storico-religiosa, ma come scuola di testimonianza e di carità, dove la presenza di Cristo si fa vivente nel quotidiano e nel servizio agli altri. L’esperienza di rinnovamento spirituale in Terra Santa invita quindi a una trasformazione della vita personale e comunitaria, affinando la capacità di ascolto, di accoglienza e di condivisione della mensa comune della fede.

peligro, confort y compasión en Tierra Santa

ISRAEL: UN VIAJE ESPIRITUAL A TIERRA SANTA CON VIAJART

En resumen, los ejercicios espirituales en Tierra Santa constituyen una oportunidad única para vivir la Pasión de Cristo y la compasión de forma concreta, acompañados por la gracia de la comunidad y la guía de quienes lideran la reflexión. Se subraya la necesidad de mirar a Jesús fijamente, para no perder el camino y para que cada miembro de la comunidad sienta que nadie debe quedarse atrás en la marcha de la fe.

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